Film, effetti speciali, elettronica: tutto quello che un appassionato di tecnologia cerca!
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Guardare i film al computer

quanta roba da vedereAl giorno d’oggi, la tecnologia ci regala diverse soluzioni per effettuare molte delle nostre azioni quotidiane senza doverci muovere da casa e risparmiando, in questo modo, sia tempo che denaro. Internet sta in qualche modo soppiantando diversi settori, ed uno di questi è sicuramente il mondo degli acquisti: basta un collegamento Internet, una carta di credito, ed un negozio online, ed in pochi click è possibile acquistare davvero di tutto.

Ma la tecnologia non sta avendo impatti importanti solo sul mondo degli acquisti o su altri settori meno comuni ma comunque fondamentali; grazie ad Internet, per esempio, anche chi non possiede una televisione può tranquillamente e comodamente guardare i film al computer, senza alcun tipo di problema e senza dover spendere necessariamente dei soldi.

La possibilità che Internet ci offre di essere sempre in linea con il mondo non riguarda solo i film: infatti, in generale, con il nostro computer possiamo vedere sia in diretta che in differita molti canali della tv, riuscendo in questo modo a non perdere mai il nostro programma preferito.

Vi chiederete; in un mondo in cui tutti hanno la televisione, a cosa serve guardare i film al computer?

Per rispondere a questa domanda, vi faccio un rapido esempio che vi aiuterà a convincervi dell’utilità di poter guardare i film al computer.

Siete in casa, la vostra TV si è rotta, oppure il vostro decoder non funziona. State per perdere l’ultima puntata del vostro telefilm preferito e non volete assolutamente rinunciarvi; un’idea potrebbe essere quella di bussare al vicino di casa, ma non tutti i vicini di casa sono socievoli ed alla mano, e comunque non sarebbe buona educazione, specialmente se con il vicino in questione non abbiamo molta confidenza.

La soluzione a questo problema ce l’abbiamo a portata di occhio (e di mano): utilizzando il nostro computer e la nostra connessione ad Internet, potremo guardare il nostro film senza perdere la puntata e senza perdere, quindi, il filo del discorso.film

Vi starete sicuramente chiedendo: come fare a guardare un film al computer?

La risposta è semplice: se il programma o il film che non volete perdere si trova su uno dei canali Rai o Mediaset, o comunque presenti in TV, non vi resta che andare sul sito ufficiale della Rai o della Mediaset per guardare in diretta la puntata.

Invece, se semplicemente non volete utilizzare la TV perché non avete una TV in camera e vorreste vedere qualche programma direttamente sul vostro computer portatile, basta conoscere uno dei tanti siti Internet che permettono (lo sottolineiamo, in maniera totalmente e del tutto legale) di vedere i programmi ed i film in streaming, senza dover scaricare alcun programma ma guardando direttamente dal proprio browser.

Tra i siti più interessanti a questo proposito vi è Pop Corn TV: si tratta di un sito Internet, del tutto legale, che offre la possibilità di guardare in diretta streaming una serie di film, contenuti in un catalogo abbastanza ampio e suddivisi per settori di maggiore interesse. Il vantaggio di questo sito sta nel fatto di poter guardare i film al computer senza acquistare nulla, e di poter scegliere su un’ampia gamma di possibilità, ma ovviamente (e questo è lo svantaggio), non ci sono pellicole di primissima visione e pertanto non possiamo aspettarci l’ultimo film uscito al cinema o cose del genere.

Le categorie entro cui scegliere, tuttavia, sono abbastanza ampie: vi è una sezione dedicata all’Azione, una alla Commedia, una all’Horror, e diverse altre sezioni in cui sono inclusi i vari film da vedere. Per guardare i film al computer, basta selezionare il proprio genere preferito, scegliere il film da guardare, e preparare i popcorn! Tutto questo, in maniera legale e gratuita, e con qualsiasi navigatore Web!

 

 

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Apple dà l’annuncio: iPhone 6 ai nastri di partenza!

La casa del compianto Steve Jobs ha annunciato ben 2 modelli differenti: il primo da 4,7 pollici, il secondo da 5,5. Non sono ancora usciti sul mercato ma il mercato è in fermento, e c’è chi, come YourCover (addirittura con già la pagina relativa al nuovo modello, in uscita a settembre-ottobre), si sta adoperando per creare le cover personalizzate per questi nuovi modelli . Uno dei limiti dei precedenti iPhone rispetto agli ultimi smartphone Samsung, risiedeva nella limitata grandezza dello schermo. Come ogni anno ci sono indiscrezioni e novità, provenienti da fonti più o meno affidabili, che riguardano i nuovi iPhone. Nell’ultimo convegno Apple ha annunciato il nuovo modello, il numero 6 per la precisione, della fortunata serie di cellulari smartphone.

Stavolta però nn tutto sembra andare per il verso giusto. I problemi derivano dalla scelta dell’azienda americana di puntare su un nuovo materiale per il display e la copertura della periferica stessa, che sarà composto di vetro zaffiro. Questo materiale sta di fatto rappresentando la croce e delizia dei nuovi modelli. Ci si domanda ad esempio se sia fragile o meno. Per mettere al riparo i modelli in plastica e poi in alluminio molti di noi ricorrono alle cover. Si spera che con il nuovo materiale non ci sia bisogna di cover, e sia possibile avere il cellulare perfettamente spoglio senza correre alcun rischio.

un iphone sempre più sottile e sempre più fragileSe da una parte, infatti, il materiale in questione migliora ulteriormente la resa cromatica e la bellezza e profondità delle immagini, dall’altra parte creare dei display in vetro zaffiro sta creando difficoltà dovute a limitate risors di materia prima.

Si teme infatti che, dopo i deludenti iPhone 5 e 5s, l’iPhone 6 da 4,7 pollici sarà richiestissimo sul mercato, tanto da cannibalizzare le risorse di vetro zaffiro che dovrebbero servire per la produzione della versione da 7 pollici del cellulare.

Come risolvere la situazione? Una delle possibilità è quella di mettere sul mercato la versione piccola con il dosplay in vetro zaffiro, e quella più grande con un normale schermo lcd. Questa soluzione però non sembra trovare i favori nè dell’azienda, nè degli utenti, che sarebbero disposti ad attendere magari qualche mese in più per avere un prodotto completo e totalmente innovativo.

U’altra possibilità sarebbe di uscire sul mercato con 2 versioni differenti di display, ma in questo caso ci sarebbero notevoli problemi di prezzo: impostare prezzi diversi a seconda della qualità del display non è cosa che si addice a un’azienda come la Apple, che fa della eleganza e perfezione i suoi punti di forza.

Non resta allora che attendere ancora poco (ma poco davvero), per capire quali sono le intenzioni e le soluzioni che la casa madre saprà apportare. Va sottolineato un altro asptto importante: se con il modello di iPhone 5s il vetro zaffiro è utilizzato per ricoprire solo la telecamera e il display, con il nuovo modello numero 6 dovrebbe essere utilizzato in sostituzione dell’alluminio, per ricoprire dunque l’intera periferica.

Il punto è proprio questo: se si ricopre con un materiale tutt’ora “avanzato e innovativo” l’intero cellulare, la quantità di materiale necessaria è davvero ampia. Per questo i problemi stanno venendo fuori.

La Apple non è nuova a risolvere problemi del genere, però: già con i precedenti modelli la sostituzione della plastica con l’alluminio è stato un piccolo salto nel buio. Apple ha dovuto innovare i propri sistemi produttivi, garantendo così un vantaggio competitivo rispetto a Samsung, suo principale concorrente, non indifferente.

L’intera industria ha successivamente potuto avvantaggiarsi dalle innovazioni produttive della casa di Steva Jobs. Pare che la stessa cosa stia accadendo ora con questo nuovo materiale.

Non ci resta che attendere e valutare l’evolversi della faccenda. Per quanto riguarda le altre caratteristiche del cellulare non dovrebbero esserci incredibili novità; non è confermata l’impermeabilità della periferica che sta dando un buon boost alle vendite del Galaxy S5.

Ci sarà un complessivo aumento della potenza della periferica, sia del processore che della ram. Ormai questi cellulari sono quasi dei computer portatili, quindi la cosa non fa più notizia, e sono sempre più fragili. Magari il vetro zaffiro risolverà il problema di dover applicare le cover personalizzate. Anche se per alcuni non è un problema ma un pregio, noi preferiamo avere il cellulare spoglio e agile.

Attendiamo l’evolversi della faccenda su BareBones e intanto guardiamoci un bel video comparativo preso da Youtube!

Buona visione e alla prossima.

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Cinema: è ormai realtà il passaggio dalla pellicola al supporto digitale

Dal 1 gennaio 2014, anche nelle sale cinematografiche italiane non si usa più la pellicola ma il supporto digitale: un vero e proprio passo in avanti, anche se la data, a dire il vero, è stata molto più simbolica che operativa.
Infatti, se da un lato a partire dal 31 dicembre 2013 si è potuta considerare concluso il periodo della cosiddetta “pizza” – così veniva chiamata la pellicola in triacetato di cellulosa, con cu è stato possibile, per oltre 110 anni, vedere i film ed i cartoni animati al cinema – è anche vero che non subito, e non tutte le sale cinematografiche sono state pronte a questo cambiamento.
cinema digitale benvenutoD’altra parte, si sa, noi italiani non siamo poi così facilmente propensi a cambiamenti e novità; tendenzialmente tradizionalisti per natura, preferiamo attendere che giunga l’obbligo per decidere di accettare la novità. Ed in questo caso, la novità era data dall’utilizzo – peraltro comodo, rispetto alla pellicola cinematografica – del supporto digitale anche nelle sale cinematografiche: un cambiamento che già era stato ben accolto in molti paesi esterni, e che insomma, in Italia, è tardato ad arrivare.
Basti pensare che uno dei film più discussi e criticati dell’ultimo anno – La dolce vita, del regista Paolo Sorrentino – ha scelto di rimanere fedele al triacetato di cellulosa, mentre in molte altre parti del mondo già si utilizzava da tempo il supporto digitale. Ma se da un lato Paolo Sorrentino rappresenta la fetta di italiani nostalgici ed ancora attaccati alle tradizioni, lo stesso non si può dire di altri registi che, invece, hanno ben accolto il cambiamento ed hanno scelto di utilizzare il supporto digitale per i loro film: pensiamo, ad esempio, al regista Pupi Avati, che nel suo film Il ragazzo d’oro con Riccardo Scamarcio e Sharon Stone, ha accettato di buon grado di utilizzare il supporto digitale, considerato, peraltro, un cambiamento importante.
Insomma, se da un lato vi sono stati, nell’anno del cambiamento cinematografico, registi nostalgici e tradizionalisti che hanno utilizzato fin dove fosse possibile la pellicola digitale, d’altra parte vi sono stati anche registi che hanno accettato immediatamente il cambiamento, vedendo in esso qualcosa di positivo, un’esperienza in qualche modo importante, oltre che utile: infatti, il supporto digitale ha numerosi vantaggi rispetto alla pellicola, primo fra tutti i costi, che, naturalmente, sono molto più contenuti rispetto ai film in cui si utilizzava il triacetato di cellulosa.
Ma oltre ai costi, quali sono i vantaggi del supporto digitale rispetto alla pellicola?
La parola d’ordine è innovazione: questo significa da un lato, la possibilità di misurarsi con nuove esperienze, dall’altro anche l’opportunità di sfruttare tutti i lati positivi del supporto digitale, come ad esempio la possibilità di usare contemporaneamente diverse macchine da presa, girando anche in condizioni di luce non proprio positive. Senza contare che, grazie a questo tipo di supporto, si possono nascondere le macchine da presa anche agli stessi attori, con un grande vantaggio, che consiste proprio nel rendere più realistico l’approccio degli interpreti.
non ci saranno più stanze del genere!Il regista Pupi Avati, che ha commentato positivamente questo cambiamento, ha infatti ammesso di aver fatto un esperimento che gli ha consentito di provare che in effetti è possibile rendere tutto molto più vero e realistico, semplicemente nascondendo le telecamere durante una scena recitata da Scamarcio nel suo film: “Scamarcio non sapeva dove guardare, il che ha reso tutto molto più accattivante e realistico”, è stato, appunto, il suo commento. Insomma, tutto molto positivo, anche se qualche piccolo aspetto ancora da rivalutare c’è: per esempio, la presenza di tanti monitor, che rende un po’ meno magico il momento di interpretazione. E forse è proprio a questo che si sono fermati i cosiddetti tradizionalisti e nostalgici della pellicola digitale, che probabilmente non hanno visto di buon grado questo cambiamento: oltre a Paolo Sorrentino, altri registi hanno considerato un po’ troppo costoso l’utilizzo di questi supporti.
Insomma, sì al cambiamento, ma solo se questo porta davvero degli aspetti positivi che non permettono di ripensare con nostalgia alle vecchie pellicole: se da un lato Pupi Avati ha considerato meno dispendioso l’utilizzo del digitale rispetto alle pellicole, registi come Guido Chiesa e Daniele Luchetti non sono proprio d’accordo con questa idea. Nei loro ultimi film, infatti, entrambi hanno scelto di utilizzare ancora la pellicola, in quanto essa permette un certo risparmio economico da non sottovalutare.
A quasi un anno dall’ingresso del supporto digitale nei cinema, gli italiani sono ancora divisi, e come è normale che sia, i tradizionalisti rimangono ancora attaccati alle vecchie pellicole, mentre i più moderni ed appassionati di tecnologia come supporto al cinema, pensano che il cambiamento sia qualcosa da non sottovalutare.
Il nostro pensiero è che prima o poi il cambiamento toccherà a tutti: non resta che pensare ai lati negativi del supporto digitale, e magari rendere possibile, attraverso qualche modifica, un cambiamento accettato da tutti. Continua la lettura con la seconda parte dell’articolo qui!

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Pro e contro del supporto digitale nei cinema

addio alla pellicolaContinua la nostra disamina sul supporto digitale che ha invaso il cinema (trovi qui la prima parte).

Il 1 gennaio 2014 è stato dato il via all’utilizzo dei supporti digitali nei cinema: ufficialmente a partire da questa data, nei cinema non si utilizzano più le vecchie pellicole in triacetato di cellulosa, ma è stata aperta la strada ai supporti digitali in un cambiamento che, naturalmente, ha destato da un lato aspetti positivi e dall’altro pensieri negativi soprattutto per quel che riguarda l’aspetto economico, ovviamente da non sottovalutare in un periodo di grave crisi economica.
Ma quali sono i pro ed i contro di questi cambiamenti che hanno investito il cinema italiano? Quali i possibili vantaggi che potremmo ottenere dall’utilizzo del supporto digitale, rispetto all’uso della vecchia pellicola?
Nel 1885, un reverendo, Hannibal Goodwin, inventò la pellicola flessibile e ne depositò il brevetto nel 1887: l’anno di nascita della pellicola, tuttavia, è da considerarsi il 1888, quando il brevetto venne riconosciuto ed accettato universalmente ed iniziò ad essere utilizzata nelle varie sale cinematografiche. Da quel momento in poi, diverse furono le invenzioni e le scoperte riguardanti la pellicola, che per un certo periodo fu limitata all’uso in bianco e nero e poi, verso gli anni 30 del Novecento, subentrarono le pellicole a colori.
Per oltre 110 anni, nelle sale cinematografiche di tutto il mondo è stata, pertanto, utilizzata la pellicola in triacetato di cellulosa, finché il 31 dicembre 2013 non si è conclusa definitivamente, anche in Italia, l’era della “pizza” – così veniva chiamata la pellicola – a fronte di un cambiamento necessario, che riguarda l’uso dei supporti digitali.
Diciamola tutta: noi di Barebones non possiamo che apprezzare quello che rappresenta un cambiamento essenziale, una vera e propria trasformazione che riguarda non solo l’uso del supporto digitale ma anche l’approccio del mondo cinematografico italiano al cambiamento. Certo è che noi italiani siamo abbastanza tradizionalisti, e per questo motivo non sempre avvezzi ai cambiamenti, ma il supporto digitale, soprattutto nei nuovi film, in cui gli effetti cinematografici spesso ne rappresentano l’anima, è assolutamente necessario.
I vantaggi del supporto digitale:
– Possibilità di rendere più naturale l’approccio degli attori alla recitazione. Grazie ai supporti digitali si possono nascondere le telecamere, ed il risultato dell’interpretazione è più naturale, in quanto gli attori non sanno dove guardare.
– Possibilità di avere tutto sotto controllo grazie ai monitor presenti durante la creazione del film. Questo può essere visto anche come un lato negativo o come uno svantaggio, se consideriamo che in questo modo la troupe ha tutto a disposizione e ciò rende ovviamente meno magico e misterioso l’andamento del film ed il risultato finale.
A lungo termine, risparmio economico non indifferente. Certo, questo è visto come un vantaggio solo a lungo termine, in quanto dobbiamo considerare che per il momento, le sale cinematografiche hanno la necessità di adeguarsi al cambiamento e ciò costerà non pochi soldi.

Gli svantaggi del supporto digitale
– Una nuova tecnologia produce un aumento di spese. Questo è del tutto naturale ed in un momento di crisi come quello che l’Italia sta attualmente vivendo, va tenuto in grande considerazione. Le sale cinematografiche, per poter accedere al supporto digitale, devono cambiare tecnologia e adeguarsi a livello operativo e strumentale: ciò comporta un notevole aumento di spese, ed ovviamente un approccio che non tutte le sale (e per lo meno non subito) possono permettersi di fare.
– Il cambiamento potrebbe produrre la chiusura di diverse sale cinematografiche. Il che, è tutto da considerarsi in maniera negativa, perché la minore presenza di sale cinematografiche rende necessaria una riflessione in fatto di minore affluenza di persone che andranno a vedere i film, con una perdita ingente di incassi.
Siamo però convinti che, almeno a lungo termine, questi svantaggi potranno essere in qualche modo rivalutati e che, come è normale che sia, i cambiamenti all’inizio spaventano sempre un po’, ma dopo i primi scossoni ed adattamenti, il supporto digitale potrà finalmente prendere piede in Italia così come è già ampiamente accaduto in altre nazioni che hanno abbracciato il cambiamento in maniera più innovativa.

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