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Il cinema tridimensionale: quando gli effetti diventano realtà

Molto spesso, quando si prende a parlare di cinema, sono numerosi gli aspetti che saltano subito alla mente non soltanto dei maggiori esperti del settore e degli addetti ai lavori, ma, spesso, anche e soprattutto dei profani. Noto anche come “la settima arte”, dicitura coniata da uno dei più famosi ed influenti critici cinematografici di tutti i tempi, l’italiano Ricciotto Canudo, il cinema d’altronde può vantare diverse anime, numerosi generi e tematiche fra le più disparate.

Cinema tridimensionale

Il cinema, specialmente per come lo conosciamo noi oggi, è un vero e proprio microcosmo, formato da differenti pianeti, sistemi, costellazioni, galassie. Un film può essere di genere comico, o, in maniera diametralmente opposta, può essere di genere horror; i più sentimentali possono preferire un lungometraggio di genere romantico, gli appassionati di fantascienza hanno un proprio filone interamente dedicato, cui fanno parte dei veri e propri cult. Ci sono i film drammatici, i film d’azione, i fantasy ed altri ancora. E poi, di nuovo, esiste un vero e proprio universo di tematiche: l’amore, l’amicizia, la famiglia, l’avventura, la scoperta, la maturazione, e tantissimi altri. Allo stesso modo, un film può essere profondo, o celare messaggi importanti e di un certo tipo, oppure può essere un film fine a sé stesso, realizzato per il puro e semplice intrattenimento.

Insomma, chi la vuole cotta, chi la vuole cruda. Ma se, in qualche modo, nella sua storia ultrasecolare, il mondo del cinema ha subito tutta una serie di grandiose rivoluzioni, subendo, talvolta, anche le influenze della società stessa, non sono solo i film in sé, le pellicole cinematografiche ad essere state soggette all’incedere inarrestabile delle nuove tecnologie: sono anche le tecniche, persino quelle più esterne e collaterali, che, in qualche modo, ne hanno esteso o modificato la percezione, l’essenza stessa.

66ème Festival de Venise (Mostra)

Ed ecco che, proprio in tal senso, in particolar modo negli ultimi anni, abbiamo assistito ad un fenomeno che ha tentato di proiettare sempre più il cinema del futuro, nel tentativo di renderlo il più realistico e coinvolgente possibile. E non soltanto a livello emotivo, ma addirittura in maniera “fisica”.

Il più chiaro esempio di ciò di cui stiamo discutendo, senza ombra di dubbio, è rappresentato dal tanto discusso 3D. Il cinema tridimensionale, pur esistendo, tecnicamente, da diversi decenni, ha preso piede in maniera prepotente soltanto negli ultimi anni, suscitando l’ammirazione di alcuni e la critica, in determinati casi anche piuttosto feroce, di altri. A tal proposito, non sono in pochi, in effetti, a sostenere che tale tecnologia, che si serve dell’uso di particolari occhialini in grado di “immergere” lo spettatore all’interno della pellicola cui sta assistendo, sia stata particolarmente abusata in modo da gonfiare i prezzi dei biglietti, e con essi, di conseguenza, gli introiti stessi che il film è capace di totalizzare durante la propria permanenza presso le sale.

Certamente è indubbio che, da questo punto di vista, vi sia stata una vera e propria esagerazione, e probabilmente è capitato a molti, almeno una volta, di recarsi al cinema per vedere un film in 3D, nel quale l’effetto, poco marcato, risultava trascurabile, se non addirittura inutile.

In molti altri casi, tuttavia, il cinema tridimensione si è rivelato estremamente interessante, finendo addirittura per trasformarsi in un valore aggiunto. Il tal senso, effettivamente, l’esempio più lampante e più evocativo è quello di Avatar, il film campione di incassi che, proprio col fattore di un 3D reso in maniera ottimale, capace addirittura di dare l’impressione allo spettatore di districarsi tra i panorami incantevoli del pianeta di Pandora, nel 2009 stregò il mondo intero, arrivando a totalizzare una cifra record di quasi 3 miliardi di dollari, difficilmente eguagliabile in futuro.

Dopo un boom esploso proprio con il fenomeno di Avatar, che in effetti portò alla diffusione di pellicole tridimensionali dalla qualità piuttosto dubbia, ad oggi tale effetto è andato un po’ sgonfiandosi, senza però scomparire del tutto, ed anzi riuscendo ad adattarsi ad alcune situazioni piuttosto accattivanti. Non a caso, infatti, i film di animazione odierni, perlomeno quelli girati con la computer grafica (ossia, praticamente la

maggior parte di quelli prodotti da qualche anno a questa parte), hanno spesso giovato proprio del 3D, una tecnica capace di migliorare l’esperienza visiva di questo particolare tipo di pellicole.

Certo, le questioni intorno al cinema tridimensionale ed alla sua effettiva utilità sono ancora molte, e probabilmente non accenneranno a diminuire in futuro. Tuttavia, come tutta la tecnologia in generale, riguardante allo stesso modo elettrodomestici, televisori, computer o telefoni cellulari, anche quella legata al mondo del cinema, presumibilmente, nel corso dei prossimi anni non potrà fare altro che migliorare e compiere dei passi da gigante. E, pertanto, chissà che, un giorno, il 3D, tanto amato da alcuni e tanto odiato da altri, non riesca a convincere realmente qualunque tipo di spettatore, anche quello più esigente.

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